IC Verjus - Oleggio (NO)
Ins. Cannaos Classe quinta - Ins. Miglio Seconda media
Usando i cartoncini con le icone del software gli allievi di quinta hanno preparato i programmi e poi li hanno provati sui robot.
Ieri grande giornata per i bambini della classe quarta di Abbadia Alpina. Dopo aver costruito il robot Wall-E si trattava di farlo agire. Prima di scaricare il programma dal computer, hanno osservato il robot e hanno provato a immaginare che cosa potesse fare.
L’attenzione si è concentrata sui sensori.
Nelle loro spiegazioni hanno investito tutte le conoscenze che avevano derivate dalle esperienze degli anni scorsi. Comincia ad essere chiara la funzione diversa di sensori e motori ma andrebbe ancora approfondita la differenza tra registrare un suono e riprodurlo e captare un suono e reagire, quindi la diversa funzione di un microfono e di un altoparlante. Su questo aspetto si dovrebbero fare degli esperimenti usando strumenti diversi tipo un registratore a cassette. Si potrebbe registrare la voce dei bambini che dicono una frase e poi far vedere come, attraverso un’utility che converte i suoni nel fomato voluto dal software NXT, quella voce viene poi riprodotta dal robot.
Un altro aspetto da approfondire è il collegamento fra sensori e programma: il sensore rileva un segnale dall’ambiente ma se non c’è un programma che collega quel segnale ad una particolare istruzione non succede nulla. Questo fatto è un po’ bypassato nelle spiegazioni che danno i bambini come se fosse una cosa interna e automatica del mattoncino.
Molto interessante il passaggio successivo cioè la prova del programma: dopo aver cercato nella directory dell’area file il programma e averlo aperto, gli allievi collegano il robot con il cavo USB al computer e fanno il download.
Prima devono verificare che il robot sia connesso: spiego loro come si fa solo una volta, capiscono subito… In questo modo diventano anche autonomi nel gestire le fasi successive dell’attività.
Ora si tratta di ‘far succedere’ qualcosa. I sensori sono tre: distanza, suono. contatto. Provano con tutti finchè qualcuno batte un colpo sul tavolo e il robot si muove: ci vorranno molte altre prove per interpretare correttamente tutte le azioni e collegarle con i rispettivi sensori anche perchè tutti gli allievi vogliono fare le loro prove e le azioni così si sovrappongono.
Anch’io ho difficoltà ad interpretare tutto ciò che succede. Il dibattito fra i bambini è molto acceso. Poi capiscono che è necessario provare un sensore per volta, si danno delle regole e scoprono tutte le azioni che il robot è stato programmato per svolgere.
La fase successiva consiste nel passaggio dalle azioni ‘viste’ alle azioni ‘programmate’. E’ la prima volta che vedono il software ma hanno già esperienze di programmazione ad icone fatte l’anno scorso con il software del kit WeDo, quindi non hanno difficoltà ad interpretare i diversi blocchi e la sequenza complessiva.
Riconoscono subito il loop che fa ripetere tante volte e interpretano correttamente il sensore di contatto; inizialmente c’è confusione tra sensore di suono e riproduttore di suoni, perchè dietro c’è il problema a cui avevo già accennato prima, e qualcuno interpreta il blocco del sensore ad ultrasuoni come quello del riproduttore di suoni perchè vede i disegnini dell’onda sonora.
Ma alla fine tutto va a posto e acquistano maggiore consapevolezza anche delle azioni da fare per mettere in movimento il robot e dell’ordine con cui farle: si produce un suono e il robot muove la testa e dice qualcosa, si produce un altro suono e comincia a muoversi avanti e indietro, si pigia il pulsante del sensore di contatto e il robot muove la testa e dice di nuovo qualcosa, si passa la mano davanti al sensore ad ultrasuoni e il robot dice qualcosa, produce un suono e poi si ferma definitivamente.
Per far interpretare correttamente il programma mostro loro anche i pannelli di controllo dei motori e dei sensori: il più interessante in questo momento è quello dei motori. Analizzandolo capiscono che, se viene programmato il motore A, il robot muove la testa, perchè è collegata a quel motore, e che, invece, per far muovere le ruote si devono programmare i motori collegati alle porte B e C. L’altro elemento significativo è il tipo di rotazione: per la testa sono stati usati i gradi (ruota di 5 gradi in avanti e poi indietro) mentre per i motori delle ruote sono state usate le rotazioni intere (360°) o i secondi.
Ma il gioco non è finito: ora si deve pensare a qualcosa di nuovo da far fare al robot usando le competenze appena acquisite. Si sceglie di farlo agire usando il sensore ad ultrasuoni: passando la mano davanti al sensore il robot dovrà parlare e muoversi.
Quest’ultima fase del lavoro fa sì che gli allievi si pongano problemi sui tempi di rotazione e sulla sterzata e fanno diverse prove per ottenere quello che hanno pensato.
Paola mi fa notare come sia meglio far interpretare prima le azioni agendo sul robot e solo in un secondo momento passare al programma perchè così viene subito collegata ogni azione vista al blocco di programmazione corrispondente. Ed è vero!
Il 15 maggio si è tenuto il secondo incontro del Corso Roberta dedicato alla programmazione. Come avevamo fatto a Torino la prima parte è stata dedicata agli insegnanti che avevano iniziato l’attività con i ragazzi che ci hanno raccontato brevemente la loro esperienza, in particolare Franca Fenoglio del 2° circolo e Manuela Olibano del 3° circolo che si cimentavano con i robot per la prima volta. Franca ci ha portato i robot ‘vestiti’ dai suoi alunni.
Dopo una presentazione delle ultime attività svolte anche con il kit WeDo usando i programmi prodotti dagli alunni di Paola Sgaravatto è cominciata la programmazione con il display.
Successivamente siamo passati all’uso del software cercando di cogliere le differenze e le somiglianze e di capire quali sono le possibilità in più che offre rispetto all’uso del solo display. Il primo modo di programmare si può considerare propedeutico al secondo perché usando il display si capisce come funziona il robot e come agiscono i sensori, con il software si entra nel merito della programmazione vera e propria. I robot con cui hanno lavorato gli insegnanti erano quelli costruiti da Franca con la sua classe e quello costruito da me per la scuola di Buriasco che però era assente ‘giustificata’. All’attività era presente anche un esperto giovanissimo (il figlio di Patrizia) e hanno partecipato anche due insegnanti dell’ITIS Peano di Torino con cui abbiamo costituito una rete per il progetto Roberta.
Patrizia ci ha raccontato la sua esperienza che sta facendo documentare direttamente dagli alunni tramite wiki sul portale della scuola. Il lavoro degli alunni è statao particolarmente difficile perchè hanno ricevuto il robot montato, l’hanno smontato prendendo appunti e facendo disegni in modo da poterlo poi ricostruire. Per vedere questa fase del lavoro cliccate qui. Per vedere la documentazione completa cliccate qui.
Il nostro esperto ci ha aiutati nel collaudo dell’aereo costruito con WeDo usando il sensore di inclinazione.
Giovedì 7 alle 11 avevamo un appuntamento con la sezione dei quattrenni della SI Montessori di Pinerolo che si è svolta come previsto.
I bambini hanno potuto entrare virtualmente nella Biblioteca De Amicis e vedere tramite la web alcuni dei robot di Latina esposti sugli scaffali.
Li ho stimolati a costruire un robot usando le stesse tecniche (materiali vari di recupero) e poi a mandarmelo.
Sono stati bravissimi.
Purtroppo in quel momento le classi in visita stavano partecipando alla lettura di Asimov proposta da Gianmarco Veruggio e quindi non hanno potuto interagire se non con me. Come prima esperienza direi che è stata positiva e andrebbe ripetuta anche con altre classi.
Sezione quattrenni (ins. Capitani)
Sperimentazione kit Lego Wedo
Prima lezione:
- introduzione del tema con una canzone dello zecchino d’oro: “Cocco e Drilli”
- ricostruzione con i Duplo (lego grandi) della jungla con alberi cespugli e animali feroci sempre di Duplo
- presentazione del cocco-robot e disegno da parte dei bambini di un laghetto e degli animali che appartengono all’ambiente della jungla
- posizionamento del robot nel laghetto messa in scena di un pasto di coccodrillo con una giraffa

- domande e varie prove per far nascere nei bambini la curiosità sui meccanismi che muovono il robot
- smontaggio del coccodrillo da parte di un gruppetto di bambini e suddivisione dei pezzi che lo compongono per colore
Seconda lezione:
- presentazione di un gigante-robot e di un omino di lego. Il gigante legato alla sua “asta di sollevamento” lo corica al centro del tappeto sotto gli occhi di tutti
- in varie e studiate riprese, aggiunta di vari “pezzi” che favoriscono il movimento: il computer e l’”occhio” del gigante che lo fa svegliare
- collegamento del tutto e passaggio dell’omino davanti all’occhio del gigante che si solleva e “grida”
- la scena si ripete diverse volte fino a quando i bambini capiscono la funzione dell’occhio; se non si passa davanti a questo, il gigante non si sveglia
- costruzione da parte dei bambini, con le normali costruzioni Lego, dei giganti per vedere se il meccanismo funziona anche con altri giganti
- registrazione della voce di un bambino che fa gridare all’omino “aiuto” al posto dell’urlo del gigante
- prove con tutti i giganti costruiti, mentre altri bambini li disegnano
- visione del cartone della lego con la scena di due amici che incappano nel gigante e si spaventano
Sezione cinquenni (ins. Picca)
1° Fase: racconto (semplificato) della storia di Robotolo.
2° Fase: arrivo a scuola di Roverbot con sensore ottico. Costruzione di una testa per il robot che diventa così “Robotolo” il cane più amato dal bambino della storia di I. Asimov.
3° fase: prove di funzionamento: Costruzione di una strada che Robotolo sappia “vedere” e seguire.
4° Fase: prove di funzionamento con i sensori tattili: costruzione di una casetta per Robotolo in cui possa entrare dopo aver “sbattuto” diverse volte contro i bambini stessi o altri ostacoli.
5° Fase: nel laboratorio di informatica breve visione del programma che dà le istruzioni al nostro Robot.
Classe prima
Sperimentazione kit Lego Wedo:
- presentazione di una parte del robot parzialmente costruito, l’uccellino Pilù
- invito a seguire l’animazione del robot scelto sul computer
- costruzione del robot e rappresentazione attraverso il disegno e la scrittura di una storia del personaggio-robot
Lego Mindstorms:
Osservazione del robot costruito dalla classe seconda cercando di capire le caratteristiche del robot
Sperimentazione kit Lego Wedo
Lego Mindstorms:
- prima conoscenza del robot costruito dai bambini di 5^
- osservazione e sperimentazione del programma Lego
- scelta del robot da costruire
- classificazione dei pezzi lego per colore, grandezza, forma e funzione
- montaggio del robot Acrobot
- invenzione di una storia su Acrobot.
- presentazione del robot alla classe 1^
La classe è alla prima esperienza.
Lego Mindstorms RCX:
- primo approccio al programma Lego MINDSTORMS
- osservazione dei pezzi contenuti nelle scatole dei kit Robotics Invention Sistem 2.0
- classificazione dei pezzi secondo il colore, la forma e le dimensioni
- suddivisione della classe in due gruppi (maschi e femmine!) per la creazione di 2 robot:
- scelta di Roverbot e Inventorbot
- osservazione da parte dell’insegnante delle modalità di approccio e soluzione dei problemi da parte dei due diversi gruppi: differenti comportamenti tra maschi e femmine
Cinquenni
Sperimentazione Wedo ed osservazione di robot costruiti dai più grandi
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Classi terze
Le classi sono al terzo anno di esperienza.
Quest’anno sperimenteranno per prime il nuovo kit NXT, utilizzando però solo la programmazione diretta del mattoncino.
Come funziona l’NXT: ipotesi, previsioni, idee…
Ecco la sequenza delle attività, sperimentate per la prima volta:
La classe terza B parteciperà anche alla sperimentazione del kit Lego Wedo, come banco di prova di età maggiore (8 anni): dopo invenzione e disegno di una storia, costruzione e programmazione del leone e osservazione e spiegazione del funzionamento dei sensori.
In seguito costruzione del coccodrillo e approfondimenti sui sensori, costruzione degli uccellini ed approfondimenti sugli ingranaggi; infine il portiere.
Gli incontri saranno gestiti in parte dall’ex insegnante Donatella Merlo con l’insegnante di classe e in parte solo dall’insegnante di classe. Saranno possibili consulenze via Skype con esperti della Scuola di Robotica.
Primo incontro
Secondo incontro
Terzo incontro
Quarto incontro
Quinto incontro
Le prove di gioco
La classe è al secondo anno di esperienza.
Quest’anno lavoreranno sul robot a forma di cagnolino, Robotolo, partendo dall’osservazione, dallo smontaggio e rimontaggio del robot e poi alla sua programmazione, ispirata al progetto “Io bambino, tu robot” (IRRE Lombardia) già predisposto ed utilizzato negli scorsi anni, di cui si riassumono le fasi:
MODULO DI CONOSCENZA
Presentazione di un modello di robot alla classe, Robotolo: un robot a due sensori che è un Robot-cagnolino che quando vede un raggiodi luce davanti a sé gli corre incontro, apre e chiude la bocca e suona una musichetta.
E’ possibile giocarci, studiarlo per cercare di capire come funziona, smontarlo e ricostruirlo.
ANALISI DELLE PARTI DI ROBOTOLO
Per analizzare Robotolo si deve fare un’operazione di Reverse Engineering cioè un’operazione di ingegneria invertita, consistente nell’analizzare e smontare, piuttosto che progettare e costruire.
Si può smontare Robotolo come si vuole, l’importante è prendere nota dei pezzi che lo compongono e cercare di capirne le funzioni.
Si può iniziare a suddividerlo in tre parti, e assegnarle, per lo studio e la classificazione dei vari pezzi, a tre gruppi di lavoro: a un gruppo assegniamo il corpo anteriore, a un altro il mattoncino programmabile, a un altro le travi laterali e il gruppo motori.
Alla fine del lavoro ciascun gruppo illustrerà ai compagni di classe il lavoro fatto.
RICOSTRUZIONE DI ROBOTOLO
Non bisogna distruggere quello che non si sa ricreare; l’insegnante può fare riferimento alle istruzioni presenti nel progetto per aiutare i bambini.
Per vedere il lavoro realizzato cliccare qui
CREARE UN PROGRAMMA PER ROBOTOLO CON UNO O DUE SENSORI
Utilizzo delle variabili a disposizione nel programma Lego Mindstorms 2.0
Leggete le Storie robotiche inventate dagli alunni della classe quarta.
La classe è al primo anno di esperienza.
L’ins. Priano (titolare in quarta B) svolgerà l’attività con la classe seguendo all’incirca il lavoro svolto lo scorso anno con la sua classe:
Fase 1: cosa c’è nella scatola (classificazione dei pezzi e riflessioni sulla loro funzione; preparazione di materiale illustrativo)
Fase 2: lettura della storia di Robotolo di Asimov; visione del cd per introdurre l’attivit
Fase 2: costruzione di Roverbot, seguendo le istruzioni della “constructopedia”
Fase 3: programmare i robot
Fase 4: il robot nel labirinto: come può uscire usando sia il sensore di contatto che quello di luce?
Sono previsti 2 - 3 incontri per gruppo.
Classi quinte
Le classi sono alla prima esperienza.
Inizieranno con l’osservazione di 4 robot costruiti lo scorso anno: Acrobot (seconde Lauro), Inventorbot, Roverbot con sensore luce e Roverbot con sensore di contatto (quarte Costa), ne ipotizzeranno il diverso funzionamento e consulteranno il cd per la scelta di altri robot da costruire. Alla costruzione seguirà la programmazione del movimento e dei sensori utilizzati.