Archivi per la categoria ‘Primo Circolo Didattico di Pinerolo’

Programmare il figlio del re e il messaggero

martedì, 25 maggio 2010

IC Verjus - Oleggio (NO)
Ins. Cannaos Classe quinta - Ins. Miglio Seconda media

Usando i cartoncini con le icone del software gli allievi di quinta hanno preparato i programmi e poi li hanno provati sui robot.

Programmare Wall-E

martedì, 9 febbraio 2010
I due Wall-E costruiti dalla classe quarta di Abbadia Alpina

I due Wall-E costruiti dalla classe quarta di Abbadia Alpina

Ieri grande giornata per i bambini della classe quarta di Abbadia Alpina. Dopo aver costruito il robot Wall-E si trattava di farlo agire. Prima di scaricare il programma dal computer, hanno osservato il robot e hanno provato a immaginare che cosa potesse fare.

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L’attenzione si è concentrata sui sensori.

Nelle loro spiegazioni hanno investito tutte le conoscenze che avevano derivate dalle esperienze degli anni scorsi. Comincia ad essere chiara la funzione diversa di sensori e motori ma andrebbe ancora approfondita la differenza tra registrare un suono e riprodurlo e captare un suono e reagire, quindi la diversa funzione di un microfono e di un altoparlante. Su questo aspetto si dovrebbero fare degli esperimenti usando strumenti diversi tipo un registratore a cassette. Si potrebbe registrare la voce dei bambini che dicono una frase e poi far vedere come, attraverso un’utility che converte i suoni nel fomato voluto dal software NXT, quella voce viene poi riprodotta dal robot.

Un altro aspetto da approfondire è il collegamento fra sensori e programma: il sensore rileva un segnale dall’ambiente ma se non c’è un programma che collega quel segnale ad una particolare istruzione non succede nulla. Questo fatto è un po’ bypassato nelle spiegazioni che danno i bambini come se fosse una cosa interna e automatica del mattoncino.

Molto interessante il passaggio successivo cioè la prova del programma: dopo aver cercato nella directory dell’area file il programma e averlo aperto, gli allievi collegano il robot con il cavo USB al computer e fanno il download.

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Si accende il computer...

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... e si carica il file con il programma.

Prima devono verificare che il robot sia connesso: spiego loro come si fa solo una volta, capiscono subito… In questo modo diventano anche autonomi nel gestire le fasi successive dell’attività.

Ora si tratta di ‘far succedere’ qualcosa. I sensori sono tre: distanza, suono. contatto. Provano con tutti finchè qualcuno batte un colpo sul tavolo e il robot si muove: ci vorranno molte altre prove per interpretare correttamente tutte le azioni e collegarle con i rispettivi sensori anche perchè tutti gli allievi vogliono fare le loro prove e le azioni così si sovrappongono.

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Un colpo sul tavolo fa partire il robot.

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La mano davanti al sensore lo fa parlare.

Anch’io ho difficoltà ad interpretare tutto ciò che succede. Il dibattito fra i bambini è molto acceso. Poi capiscono che è necessario provare un sensore per volta, si danno delle regole e scoprono tutte le azioni che il robot è stato programmato per svolgere.

La fase successiva consiste nel passaggio dalle azioni ‘viste’ alle azioni ‘programmate’. E’ la prima volta che vedono il software ma hanno già esperienze di programmazione ad icone fatte l’anno scorso con il software del kit WeDo, quindi non hanno difficoltà ad interpretare i diversi blocchi e la sequenza complessiva.

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Un blocco alla volta...

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... i bambini interpretano...

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...e mettono in relazione.

Riconoscono subito il loop che fa ripetere tante volte e interpretano correttamente il sensore di contatto; inizialmente c’è confusione tra sensore di suono e riproduttore di suoni, perchè dietro c’è il problema a cui avevo già accennato prima, e qualcuno interpreta il blocco del sensore ad ultrasuoni come quello del riproduttore di suoni perchè vede i disegnini dell’onda sonora.

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Questo è il 'ciclo'!

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Tutti dicono la loro idea e il programma si compone.

Ma alla fine tutto va a posto e acquistano maggiore consapevolezza anche delle azioni da fare per mettere in movimento il robot e dell’ordine con cui farle: si produce un suono e il robot muove la testa e dice qualcosa, si produce un altro suono e comincia a muoversi avanti e indietro, si pigia il pulsante del sensore di contatto e il robot muove la testa e dice di nuovo qualcosa, si passa la mano davanti al sensore ad ultrasuoni e il robot dice qualcosa, produce un suono e poi si ferma definitivamente.

Per far interpretare correttamente il programma mostro loro anche i pannelli di controllo dei motori e dei sensori: il più interessante in questo momento è quello dei motori. Analizzandolo capiscono che, se viene programmato il motore A, il robot muove la testa, perchè è collegata a quel motore, e che, invece, per far muovere le ruote si devono programmare i motori collegati alle porte B e C. L’altro elemento significativo è il tipo di rotazione: per la testa sono stati usati i gradi (ruota di 5 gradi in avanti e poi indietro) mentre per i motori delle ruote sono state usate le rotazioni intere (360°) o i secondi.

Ma il gioco non è finito: ora si deve pensare a qualcosa di nuovo da far fare al robot usando le competenze appena acquisite. Si sceglie di farlo agire usando il sensore ad ultrasuoni: passando la mano davanti al sensore il robot dovrà parlare e muoversi.

Quest’ultima fase del lavoro fa sì che gli allievi si pongano problemi sui tempi di rotazione e sulla sterzata e fanno diverse prove per ottenere quello che hanno pensato.

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Il robot gira su stesso invece di tracciare un cerchio.

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Bisogna riprogrammarlo.

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Ora il cerchio è troppo grande: bisogna cambiare sterzata e tempo di rotazione.

Paola mi fa notare come sia meglio far interpretare prima le azioni agendo sul robot e solo in un secondo momento passare al programma perchè così viene subito collegata ogni azione vista al blocco di programmazione corrispondente. Ed è vero!

Corso Roberta a Pinerolo

martedì, 19 maggio 2009

Info sul corso precedente

Il 15 maggio si è tenuto il secondo incontro del Corso Roberta dedicato alla programmazione. Come avevamo fatto a Torino la prima parte è stata dedicata agli insegnanti che avevano iniziato l’attività con i ragazzi che ci hanno raccontato brevemente la loro esperienza, in particolare Franca Fenoglio del 2° circolo e Manuela Olibano del 3° circolo che si cimentavano con i robot per la prima volta. Franca ci ha portato i robot ‘vestiti’ dai suoi alunni.

robot

I robot della classe terza di Franca

Dopo una presentazione delle ultime attività svolte anche con il kit WeDo usando i programmi prodotti dagli alunni di Paola Sgaravatto è cominciata la programmazione con il display.

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Insegnanti all'opera

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Chi fa partire il programma?

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Usiamo i tasti

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Chissa se il programma funziona?

Successivamente siamo passati all’uso del software cercando di cogliere le differenze e le somiglianze e di capire quali sono le possibilità in più che offre rispetto all’uso del solo display. Il primo modo di programmare si può considerare propedeutico al secondo perché usando il display si capisce come funziona il robot e come agiscono i sensori, con il software si entra nel merito della programmazione vera e propria. I robot con cui hanno lavorato gli insegnanti erano quelli costruiti da Franca con la sua classe e quello costruito da me per la scuola di Buriasco che però era assente ‘giustificata’. All’attività era presente anche un esperto giovanissimo (il figlio di Patrizia) e hanno partecipato anche due insegnanti dell’ITIS Peano di Torino con cui abbiamo costituito una rete per il progetto Roberta.

Patrizia ci ha raccontato la sua esperienza che sta facendo documentare direttamente dagli alunni tramite wiki sul portale della scuola.  Il lavoro degli alunni è statao particolarmente difficile perchè hanno ricevuto il robot montato, l’hanno smontato prendendo appunti e facendo disegni in modo da poterlo poi ricostruire. Per vedere questa fase del lavoro cliccate qui. Per vedere la documentazione completa cliccate qui.

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Il sensore ottico è troppo distante dalla linea... deve essere abbassato.

Il nostro esperto ci ha aiutati nel collaudo dell’aereo costruito con WeDo usando il sensore di inclinazione.

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L'esperto al lavoro con i 'suoi' lego.

La Montessori in chat con Genova

sabato, 9 maggio 2009
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Il robot con il naso a carota

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Un robot "femmina"

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Una testa di robot

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Un momento della chat

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I bambini dicono il loro nome...

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... e si avvicinano alla web cam.

Giovedì 7 alle 11 avevamo un appuntamento con la sezione dei quattrenni della SI Montessori di Pinerolo che si è svolta come previsto.

I bambini hanno potuto entrare virtualmente nella Biblioteca De Amicis e vedere tramite la web alcuni dei robot di Latina esposti sugli scaffali.

Li ho stimolati a costruire un robot usando le stesse tecniche (materiali vari di recupero) e poi a mandarmelo.
Sono stati bravissimi.

Il robot costruito dai bimbi di Pinerolo

Il robot costruito dai bimbi di Pinerolo

Un  primo piano della testa

Un primo piano della testa

Purtroppo in quel momento le classi in visita stavano partecipando alla lettura di Asimov proposta da Gianmarco Veruggio e quindi non hanno potuto interagire se non con me. Come prima esperienza direi che è stata positiva e andrebbe ripetuta anche con altre classi.

Pinerolo - Plesso Infanzia Montessori

sabato, 21 marzo 2009

Sezione quattrenni (ins. Capitani)

Sperimentazione kit Lego Wedo
Prima lezione:
- introduzione del tema con una canzone dello zecchino d’oro: “Cocco e Drilli”
- ricostruzione con i Duplo (lego grandi) della jungla con alberi cespugli e animali feroci sempre di Duplo
- presentazione del cocco-robot e disegno da parte dei bambini di un laghetto e degli animali che appartengono all’ambiente della jungla
- posizionamento del robot nel laghetto messa in scena di un pasto di coccodrillo con una giraffa

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- domande e varie prove per far nascere nei bambini la curiosità sui meccanismi che muovono il robot
- smontaggio del coccodrillo da parte di un gruppetto di bambini e suddivisione dei pezzi che lo compongono per colore
Seconda lezione:
- presentazione di un gigante-robot e di un omino di lego. Il gigante legato alla sua “asta di sollevamento” lo corica al centro del tappeto sotto gli occhi di tutti
- in varie e studiate riprese, aggiunta di vari “pezzi” che favoriscono il movimento: il computer e l’”occhio” del gigante che lo fa svegliare
- collegamento del  tutto e  passaggio dell’omino davanti all’occhio del gigante che si solleva e “grida”
- la scena si ripete diverse volte fino a quando i bambini capiscono la funzione dell’occhio; se non si passa davanti a questo, il gigante non si sveglia
- costruzione da parte dei bambini, con le normali costruzioni Lego, dei giganti per vedere se il meccanismo funziona anche con altri giganti
- registrazione della voce di un bambino che fa gridare all’omino “aiuto” al posto dell’urlo del gigante
- prove con tutti i giganti costruiti, mentre altri bambini li disegnano
robotelena - visione del  cartone della lego con la scena di due amici che incappano nel gigante e si spaventano

Sezione cinquenni (ins. Picca)

1° Fase: racconto (semplificato) della storia di Robotolo.
2° Fase: arrivo a scuola di Roverbot con sensore ottico. Costruzione di una testa per il robot che diventa così “Robotolo” il cane più amato dal bambino della storia di I. Asimov.
3° fase: prove di funzionamento: Costruzione di una strada che Robotolo sappia “vedere” e seguire.
4° Fase: prove di funzionamento con i sensori tattili:  costruzione di una casetta per Robotolo in cui possa entrare dopo aver “sbattuto” diverse volte contro i bambini stessi o altri ostacoli.
5° Fase: nel laboratorio di informatica breve visione del programma che dà le istruzioni al nostro Robot.

Pinerolo - Plesso Primaria San Pietro

sabato, 21 marzo 2009

Classe prima
Sperimentazione kit Lego Wedo:
- presentazione di una parte del robot parzialmente costruito, l’uccellino Pilù

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- invito a seguire l’animazione del robot scelto sul computer
- costruzione del robot e rappresentazione attraverso il disegno e la scrittura di una storia del personaggio-robot

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Lego Mindstorms:
Osservazione del robot costruito dalla classe seconda cercando di capire  le caratteristiche del robot


Classe seconda

Sperimentazione kit Lego Wedo

Lego Mindstorms:
- prima conoscenza del robot costruito dai bambini di 5^
rob_048 - osservazione e sperimentazione del programma Lego
- scelta del robot da costruire
- classificazione dei pezzi lego per colore, grandezza, forma e funzione
- montaggio del robot Acrobot
- invenzione di una storia su Acrobot.
- presentazione del robot alla classe 1^


Classe quinta

La classe è alla prima esperienza.

Lego Mindstorms RCX:
- primo approccio al programma Lego MINDSTORMS
- osservazione dei pezzi contenuti nelle scatole dei kit Robotics Invention Sistem 2.0
- classificazione dei pezzi secondo il colore, la forma e le dimensioni
- suddivisione della classe in due gruppi (maschi e femmine!) per la creazione di 2 robot:
- scelta di Roverbot e Inventorbot
- osservazione da parte dell’insegnante delle modalità di approccio e soluzione dei problemi da parte dei due diversi gruppi: differenti comportamenti tra maschi e femmine

Pinerolo - Plesso Infanzia San Pietro

sabato, 21 marzo 2009

Cinquenni

Sperimentazione Wedo ed osservazione di robot costruiti dai più grandi

La scimmietta che suona

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Gli animali inventati

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Pinerolo 1° circolo - Plesso Primaria Lauro

mercoledì, 18 febbraio 2009

Classi terze

Le classi  sono al terzo anno di esperienza.
Quest’anno sperimenteranno per prime il nuovo kit NXT, utilizzando però solo la programmazione diretta del mattoncino.

Come funziona l’NXT: ipotesi, previsioni, idee…

Ecco la sequenza delle attività, sperimentate per la prima volta:

  • la scatola con i pezzi classificati: osservazione, confronto con il kit RCX, ipotesi sulle funzioni dei vari pezzi, prove di assemblamento parziale
  • il robot montato (dall’insegnante) con tutti i sensori: come funziona? Osservazione e ipotesi di funzionamento
  • il display del mattoncino: come funziona? Esplorazione delle funzioni, prova dei sensori, osservazione e descrizione delle azioni
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Il motore dell'NXT

  • programmiamo attraverso il mattoncino: individuazione delle modalità di programmazione diretta, decifrazione delle istruzioni e prove
  • disegno individuale dei diagrammi di flusso per far agire i robot, utilizzando anche i cartoncini che riproducono i vari comandi preparati dall’insegnante
  • regole di programmazione: scoperta delle possibilità e incompatibilità tra istruzioni nella creazione di un programma; utilizzo di 5 istruzioni e creazione di un programma funzionante; prove e modifiche necessarie al funzionamento
  • uso di Micromondi per trascrivere i programmi in modo chiaro; utilizzo di tartarughe travestite da istruzioni (copiate dal manuale NXT) di caselle di testo per la spiegazione scritta delle azioni
  • utilizzo del giornalino in rete su wiki e del blog di robotica: inserimento di foto, presentazioni, video e racconti di esperienze

La classe terza B parteciperà anche alla sperimentazione del kit Lego Wedo, come banco di prova di età maggiore (8 anni): dopo invenzione e disegno di una storia, costruzione e programmazione del leone e osservazione e spiegazione del funzionamento dei sensori.

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Gli ingranaggi

In seguito costruzione del coccodrillo e approfondimenti sui sensori, costruzione degli uccellini ed approfondimenti sugli ingranaggi; infine il portiere.
Gli incontri saranno gestiti in parte dall’ex insegnante Donatella Merlo con l’insegnante di classe e in parte solo dall’insegnante di classe. Saranno possibili consulenze via Skype con esperti della Scuola di Robotica.

Primo incontro

  • introduzione dell’argomento (il leone nella savana), attraverso una conversazione sul leone  e sulle sue caratteristiche
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Giraffa normale e giraffa robotica

  • invenzione e disegno individuale di una storia sul leone, mentre un gruppo lavora alla costruzione  e programmazione del leone, osservando e spiegando il funzionamento dei sensori
  • presentazione del leone-robot alla classe, verificandone il funzionamento, anche visionando il cartone animato proposto dalla Lego

Secondo incontro

  • un gruppo di sole bambine costruisce il coccodrillo-robot e approfondimenti sui sensori
  • il resto della classe sceglie un altro animale della savana, lo disegna e lo progetta come robot, disegnando e descrivendo anche i pezzi di Lego necessari alla costruzione
  • le bambine del gruppo presentano il cocco-robot e si gioca a farlo mangiare (chiude la bocca quando sente un oggetto); si discute sul funzionamento del sensore

Terzo incontro

  • costruzione della giostra con due uccellini da parte di un gruppo misto (8 maschi e 2 femmine)
  • il resto della classe descrive il programma che i due uccellini devono eseguire scrivendo accanto ai comandi stampati cosa succede e poi disegnando il movimento dei due uccellini
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Il programma e il significato delle icone

  • il gruppo di costruttori mostra agli altri il funzionamento del “robot” per permettere la conferma o meno dell’interpretazione dei comandi

Quarto incontro

  • l’insegnante di classe propone una scheda (presente nel software) in cui si presentano tre diversi modi di costruire il movimento degli uccellini con due pulegge (uguali o diverse) ed un elastico (lineare o incrociato): ognuno ipotizza cosa succederebbe e poi si prova, cambiando i vari pezzi, per verificare

Quinto incontro

  • un gruppo di 10 alunni costruisce e programma il portiere, seguendo autonomamente a turno le istruzioni di costruzione e inventando un programma per farlo muovere. Confronto successivo col programma fornito dal software
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La costruzione del portiere con WeDo

Le prove di gioco


Classe quarta B

La classe è al secondo anno di esperienza.
Quest’anno lavoreranno sul robot a forma di cagnolino, Robotolo, partendo dall’osservazione, dallo smontaggio e rimontaggio del robot e poi alla sua programmazione, ispirata al progetto “Io bambino, tu robot” (IRRE Lombardia) già predisposto ed utilizzato negli scorsi anni, di cui si riassumono le fasi:

MODULO DI CONOSCENZA
Presentazione di un modello di robot alla classe, Robotolo: un robot a due sensori che è un Robot-cagnolino che quando vede un raggiodi luce davanti a sé gli corre incontro, apre e chiude la bocca e suona una musichetta.
E’ possibile giocarci, studiarlo per cercare di capire come funziona, smontarlo e ricostruirlo.

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ANALISI DELLE PARTI DI ROBOTOLO
Per analizzare Robotolo si deve fare un’operazione di Reverse Engineering cioè un’operazione di ingegneria invertita, consistente nell’analizzare e smontare, piuttosto che progettare e costruire.
Si può smontare Robotolo come si vuole, l’importante è  prendere nota dei pezzi che lo compongono e cercare di capirne le funzioni.
Si può iniziare a suddividerlo in tre parti,  e  assegnarle, per lo studio e la classificazione dei vari pezzi, a tre gruppi di lavoro: a un gruppo assegniamo il corpo anteriore, a un altro il mattoncino programmabile, a un altro le travi laterali e il gruppo motori.
Alla fine del lavoro ciascun gruppo illustrerà ai compagni di classe il lavoro fatto.

RICOSTRUZIONE DI ROBOTOLO
Non bisogna distruggere quello che non si sa ricreare; l’insegnante può fare riferimento alle istruzioni presenti nel progetto per aiutare i bambini.

Per vedere il lavoro realizzato cliccare qui

CREARE UN PROGRAMMA PER ROBOTOLO CON UNO O DUE SENSORI
Utilizzo delle variabili a disposizione nel programma Lego Mindstorms 2.0

Leggete le Storie robotiche inventate dagli alunni della classe quarta.

Classe quarta A

La classe è al primo anno di esperienza.
L’ins. Priano (titolare in quarta B) svolgerà l’attività con la classe seguendo all’incirca il lavoro svolto lo scorso anno con la sua classe:

Fase 1: cosa c’è nella scatola (classificazione dei pezzi e riflessioni sulla loro funzione; preparazione di materiale illustrativo)
Fase 2: lettura della storia di Robotolo di Asimov; visione del cd per introdurre l’attivit
Fase 2: costruzione di Roverbot, seguendo le istruzioni della “constructopedia”
Fase 3: programmare i robot
Fase 4: il robot nel labirinto: come può uscire usando sia il sensore di contatto che quello di luce?

Sono previsti 2 - 3 incontri per gruppo.

Classi quinte

Le classi sono alla prima esperienza.
Inizieranno con l’osservazione di 4 robot costruiti lo scorso anno: Acrobot (seconde Lauro), Inventorbot, Roverbot con sensore luce e Roverbot con sensore di contatto (quarte Costa), ne ipotizzeranno il diverso funzionamento e consulteranno il cd per la scelta di altri robot da costruire. Alla costruzione seguirà la programmazione del movimento e dei sensori utilizzati.