Emanuele Micheli di Scuola di Robotica ha portato ad Oleggio una serie di robot che hanno catturato l’attenzione dei visitatori, grandi e piccoli. Ma, accanto ai robot in azione, alle costruzioni robotiche e ai prodotti ‘artistici’ realizzati in biblioteca, in alcuni stand, installati sotto il bellissimo porticato della scuola, i bambini hanno presentato le loro attività: il mercatino delle pulci, le bottiglie da 1,5 litri, i telai delle finestre (le situazioni problema sviluppate in ambito matematico) e alcune attività di scienze. Hanno coinvolto i visitatori proponendo loro di risolvere problemi, di fare acquisti usando i materiali che avevano preparato in classe, mostrato i loro prodotti e commentato i cartelloni realizzati per documentare l’esperienza.
Matematica e robotica ad Oleggio
8 giugno 2010Un robot sottomarino
8 giugno 2010Durante la manifestazione di Oleggio Emanuele Micheli ha presentato un robot sottomarino che dovendo agire in una mini-vaschetta aveva poche possibilità di movimento ma sufficienti per coglierne le potenzialità.
Per vedere il filmato robot-sottomarino
Il figlio del re e il messaggero in mostra
8 giugno 2010IC Verjus - Oleggio (NO)
Ins. Cannaos Classe quinta - Ins. Miglio Seconda media
Ecco alcune brevi riprese fatte con la fotocamera dei due personaggi della storia in azione durante la festa finale di Oleggio.
Il figlio del re e il messaggero partono insieme, si fermano a 50 km dal castello, il mattino seguente il messaggero torna indietro e poi raggiunge di nuovo il figlio del re la sera del terzo giorno.
Lilli la tutto fare
31 maggio 2010IC Verjus Oleggio - Classe quarta B - Ins. Rosanna Pulicicchio
LILLI LA TUTTO FARE
Lilli era un robot che avverava tutti i desideri. Era un robot quadrato, con la testa rotonda, aveva i capelli marroni, occhi verdi molto furbi e scintillanti, il naso schiacciato e il mento grande
ERA PROPRIO UN TUTTOFARE!
Un giorno la sua padrona che si chiamava VALENTINA, le aveva ordinato di andare in piazza al mercato dal fruttivendolo e di prendere : le mele, le fragole, le banane.
Ad un certo punto Lilli vide un bambino povero senza vestiti ; si fermò e gli chiese se aveva un desiderio.
Lui rispose che voleva diventare un abile guerriero. Lilli allora gli domandò come si chiamasse e il bambino disse:- Andrea.
Lilli gli disse :- Va bene, tu diventerai un bravissimo guerriero: poi Lilli ritornò e pensò a come fare a realizzare il desiderio di Andrea.
Il giorno dopo Lilli si mise al lavoro e gli costruì uno scudo, l’armatura e la spada.
Poi Andrea andò da Lilli e indossò tutto, poi costruì un guerriero-robot che insegnò ad Andrea come diventare combattente e gli mostrò tutte le mosse.
Dopo due settimane di duro lavoro, Andrea aveva realizzato il suo sogno e andò dal re Emanuele che lo prese come guardia della “CHIAVE DEL TESORO”.
Andrea poi tornò da Lilli e la ringraziò invitandola a casa sua a mangiare.
ANNA-GIACOMO-MARCO P.
La storia di Robocity
31 maggio 2010IC Verjus Oleggio - Classe quarta B - Ins. Rosanna Pulicicchio
LA STORIA DI ROBOCITY
C’erano una volta tre robot nella città di ROBOCITY. Poolboter puliva la città: aveva la struttura quadrata per contenere i suoi accessori: cestino, scopa, aspirapolvere e un rullo per pulire i vetri.
TRACKMASTER distruggeva le forze del male, (una specie di poliziotto) dalla forma di un drago e usava le manette, la fionda e un retino per catturare i malviventi.
Lilla era una modella umana con due antenne in testa che servivano per captare tutti i problemi riguardanti la bellezza, cioè come vestirsi, come pettinarsi, come truccarsi; aveva un cervello robotsonico e un guardaroba eccezionale.
Visto che questi tre amici erano molto costosi e avevano molte abilità, tre signori molto ricchi li comprarono per essere i più famosi della città.
Nelle nuove case i robot erano molto tristi perché erano separati da molti giorni e non riuscivano a compiere le loro imprese perchè erano troppo occupati ad ubbidire ai nuovi padroni.
Ma un giorno i nostri amici sentirono alla radio che Robocity era nei guai: senza Trackmaster i ladri rubavano nelle banche, senza Poolboter le strade erano molto sporche e senza Lilla, la bellezza non esisteva più.
Immediatamente si licenziarono e si riunirono.
I nostri eroi tornarono al servizio della città e a tutti tornò il sorriso.
Storia elaborata da Giorgia, Marco B., Nicole, Violeta.
La guerra dei quattro robot diventati eroi
31 maggio 2010IC Verjus Oleggio - Classe quarta B - Ins. Rosanna Pulicicchio
LA GUERRA DEI QUATTRO ROBOT DIVENTATI EROI.
C’erano una volta quattro robot con il desiderio di diventare eroi, ma tutti li prendevano in giro.
Si chiamavano Dera, Tecnologik, Dinaball, Sauros.
Dera era di forma rettangolare con la testa rotonda; era intelligente e velocissima.
Tecnologik aveva la forma umana; in viso erano posizionati cinque occhi che comandavano numerosi cannoni posti sul corpo.
Dinaball aveva un gigantesco occhio in fronte e le braccia a forma di clessidra. In testa i capelli erano dirittissimi.
Sauros aveva due cannoni sui fianchi, dietro la schiena aveva quattro grandi fiamme e sulle braccia due cannoni.
Un giorno, passeggiando in un bosco, videro una sorgente brillante come un diamante che disse loro che per diventare eroi dovevano combattere contro i malvagi Iobox che minacciavano Struzzopolis.
Dera, Tecnologik, Dinaball, Sauros accettarono e partirono per la missione.
Arrivati a Struzzopolis, incontrarono di nascosto il sindaco, il sig. Struzzis Struz ( era uno struzzo robot) per parlare della situazione, gli spiegò che questi Iobox er
ano enormi, dalla forma rotonda e che sconfiggevano i nemici con le stelle esplosive.
Scoppiò una violenta guerra.
Dera, Tecnologik, Dinaball e Sauros alla fine vinsero. Riuscirono, essendo piccoli rispetto agli Iobox, ad intrufolarsi nei prinipali circuiti e a rompere i cavi fondamentali.
Così il sindaco diede loro un gagliardetto con scritto “ Ai signori Dera, Tecnologik, Dinaball e Sauros il ringraziamento per aver salvato Struzzopolis.
Ora sarete considerati degli eroi”.
Essi ringraziarono e ripartirono. Arrivati alla fonte, lei si complimentò e gli disse di prepararsi alla prossima avventura.
Fine.
Autori: STEFANO, GIULIA, GIUSEPPE, FEDERICO.
L.R.
31 maggio 2010IC Verjus Oleggio - Classe quarta B - Ins. Rosanna Pulicicchio
L.R.
C’era una volta L.R. che era un robot che combatteva tutte le persone cattive.
Era a molle, aveva quattro gambe ed un cervello intelligentissimo. Le sue armi erano uno spadino,le sfere piene di gas paralizzante, una retina intrappolante ed una trottola per fare inciampare i nemici.
L.R. abitava nella savana dove tutti i giorni c’era una temperatura di 150° quindi faceva caldissimo! Per questo beveva molta Coca-Cola perché lo dissetava molto e gli aumentava la potenza della trottola magica.
Un giorno però fece indigestione di Coca-Cola è diventò arrugginito.
Così disperato andò dal dottor. Robot.
Aveva la forma quadrata e in alto portava un cappello appuntito per proteggersi dai raggi del sole. Gli raccontò tutto.
Il dottore era specializzato nel togliere la ruggine perché aveva una serra di piante che producevano delle bacche dorate. Gliene diede un po’ e la ruggine sparì.
L.R. ringraziò il dottore e ritornò nella savana felice di essere guarito.
CRISTINA- DANIELE- LORENZO
Il robot Mond
31 maggio 2010
IC Verjus Oleggio - Classe quarta B - Ins. Rosanna Pulicicchio
IL ROBOT MOND
I nostri robot si chiamano APE, R.A 058 GIUSY E SUPER CALCOLATRICE .
Super Calcolatrice faceva calcoli veloci , sapeva far addormentare con le operazioni i nemici usando i numeri che c‘erano sulla tastiera quadrata.
Ape sembrava una persona normalissima, ma con le antenne in testa sentiva tutti i suoni anche quelli lontanissimi.
R.A058 aveva tre occhi collegati ai fili che portavano al cervello quadrato e quando si arrabbiava, con i suoi occhi che lampeggiavano, sparava laser.
Giusy aveva l’aspetto di un essere umano, ma forte e timido.
Un giorno sentirono delle grida che venivano dalla città Rubino.
Con la loro velocità supersonica raggiunsero in dieci secondi la città e videro un mostro gigantesco che tutti chiamavano MOND.
Mond aveva un enorme corpo rotondo dal quale partivano le gambe e le braccia. Anche la testa era rotonda e una bocca grandissima.
Mond voleva distruggere Rubino.
Mond aveva già catturato Giusy e R.A.058 e li aveva rinchiusi in una gabbia.
Supercalcolatrice liberò i suoi amici, mentre Ape lo distraeva.
Ape volava intorno al mostro in modo super-veloce e formò un vortice, lo portò in aria e dopo un po’ si fermò. Così il mostro cadde a terra e si distrusse.
Così la gente ringraziò Ape e i suoi amici che si misero in viaggio verso altre città.
FLO-ADREA-LEON-SARA
Programmiamo il robot
31 maggio 2010IC Verjus Oleggio - Classe quarta B - Ins. Rosanna Pulicicchio
27/04/10
CRISTINA: ora bisogna dare i comandi. Leggiamo però le istruzioni sul libretto.
Eccolo! Adesso è completo.
Si muove va avanti!
Costruiamo il robot
31 maggio 2010IC Verjus Oleggio - Classe quarta B - Ins. Rosanna Pulicicchio
22/04/10
COSTRUIAMO IL ROBOT
Finalmente è arrivato il momento di costruire il nostro robot. Un gruppetto di alunni apre la scatola e osserva i pezzi che ci sono.
INS. Prima di mettere insieme i pezzi forse è necessario osservare bene i vari pezzi.
GIULIA: allora leggiamo le istruzioni che ci sono in questo librettino
MARCO P.: questo pezzo è importante poi ci vanno messo le ruote. Allora si muove per davvero?
La prima parte è fatta!!
















1° circolo didattico di Pinerolo (TO)