Al Primo circolo di Cuneo la robotica è ormai di casa. Il progetto ROBOTTANDO, nato grazie all’impegno di Donatella Marro, si è piano piano allargato e ora sta diventando una realtà per molte classi del circolo.
Su questo blog Donatella Marro inserirà i prodotti realizzati che vanno dalla creazione di storie alla costruzione di robot con materiale riciclato fino alla costruzione e programmazione con gli NXT.
Ecco alcune anticipazioni:
La classe interagisce con Donatella Merlo via Skype
I ragazzi in visita all'ITIS di Cuneo per condividere esperienze di robotica
L'umanoide visto in azione all'ITIS
Due ragazze guardano sulla LIM le istruzioni di costruzione del robot
Un disegno per rappresentare la storia del messaggero
C’è stato anche un contatto con la classe della Costa che ha costruito il figlio del re e il messaggero con Sara usando i kit RCX e li ha programmati con tanta pazienza!!!!
L’insegnante Paola Sgaravatto del primo circolo di Pinerolo prosegue con la sua classe ormai esperta le attività di costruzione aggiungendo sempre nuovi roboto alla già ampia collezione (peccato doverli sempre smontare e rimontare). Le ultime ‘creature’ sono una chitarra elettrica, un cagnolino e uno strano aggeggio denominato ‘claw striker’. Tutti i progetti arrivano dall’inesauribile fonte del sito http://www.nxtprograms.com/
Ed ora Puppy, un robot che risponde ai comandi vocali e readisce alla pressione di un pulsante, quindi ti segue come un cagnolino vero.
L’insegnante Nuccia Maldera ha inserito l’attività di robotica nel contesto delle scienze come spunto per parlare di energia e approfondirne alcuni aspetti. In classe l’attività è stata condotta da me, come esperta, e ha richiesto un pomeriggio e una mattinata di lavoro. Successivamente gli allievi hanno continuato l’attività con l’insegnante producendo anche dei testi scritti abbastanza significativi.
Dopo aver costruito un robot dotato solo di motori i bambini hanno fatto le loro prime prove e subito hanno capito come, in questo modo, il robot non potesse interagire con l’ambiente. Inserendo il sensore ad ultrasuoni hanno poi ottenuto una prima forma di interazione in quanto il robot era in grado di accorgersi e quindi di evitare gli ostacoli. Applicando al robot il sensore ottico e disegnando una linea nera su un grande foglio di carta hanno potuto verificare come si potesse ottenere un altro tipo di interazione: sulla base della rilevazione del chiaro e dello scuro il robot poteva modificare continuamente il suo percorso per mantenersi sulla linea disegnata.
La programmazione, trattandosi di una prima esperienza, è stata effettuata tramite i pulsanti sul mattoncino.
Il percorso didattico sintetizzato dall’insegnante:
ATTIVITA’ PER LA CLASSE 5°: “Il figlio del re e il messaggero” (Questo il percorso di lavoro che sto svolgendo con la mia classe)
Lettura del racconto, riflessioni, prime osservazioni e drammatizzazione della storia sino all’incontro del 3° giorno.
Compito: inizia a pensare a quando si incontreranno per la 3° volta (o seconda, dipende da dove partiamo)
A gruppi i bambini provano a rispondere alla seguente domanda: “Quando si incontrano per la 3° volta e a quanti Km dal castello?”.
(Un gruppo trova quasi subito la soluzione sia del 3° che del 4° incontro…)
Insieme ragioniamo sulla soluzione trovata dal gruppo di cui sopra, schematizziamo alla lavagna sia con un disegno lineare che con una tabella che raccolga i risultati ottenuti… (il disegno l’ho fatto io alla lavagna partendo da quanto riprodotto da un paio di gruppi; la tabella era a 3 colonne. Nella prima abbiamo scritto in quali giorni si incontrano, nella seconda di quale incontro si trattava, nella terza colonna a quanti Km. dal castello si incontrano di volta in volta)
Osservando i bimbi hanno capito che è suff moltipl x 3 per sapere in quale gg e a quanti Km si incontreranno la volta successiva
Emerge la regola del “x3″ che vale sia per i giorni che per i Km….
Parliamo di potenze. Compito: inizia a pensare a come puoi rappresentare la storia con un grafico. (N:B: abbiamo già riflettuto sullo scorrere del tempo… Ho detto di usare un grafico con ascissa ed ordinata e null’altro).
A gruppi provano a disegnare dei grafici. Analizziamo le ipotesi emerse. Ragioniamo sui lavori svolti e sulle variabili da considerare. – Proviamo a rappresentare il grafico con l’aiuto della maestra (alla lavagna, su un cartellone, in piccolo sul quaderno). Raccogliamo tutte le osservazioni possibili.
Costruiamo i robottini.
Programmiamo, i robot e verifichiamo il nostro lavoro.
Ho ritrovato con piacere tutti i miei compagni di viaggio e così anche questa ultima lezione è all’insegna della libertà di creazione.
In questo periodo sto leggendo il bel libro di Papert “Connected Family” dove si parla proprio del dualismo che a volte si realizza fra necessità di educare e di passare informazioni rispetto all’accrescere la curiosità dei ragazzi.
L’ultima lezione come la stragrande maggioranza di quello che ho fatto è stata incentrata proprio su questo: lasciare che la curiosità comportasse la necessità di conoscenza.
Di questa ultima lezione vi segnalo che due studenti mi hanno accolto suonando una chitarra costruita con i lego.
Mentre il caso più interessante è stato quello che si è venuto a creare dal fatto che alcuni kit erano stati modificati dai docenti.
Un gruppo ha così manifestato la volontà di capire come il robot fosse stato assemblato dai docenti e quindi hanno fatto un vero e proprio processo di reverse engineering. Ho spiegato a loro che questo procedimento è usato dalle aziende per capire come è fatto per esempio un prodotto dei loro concorrenti.
La lezione è volta alla fine con tante idee dei ragazzi che spero possano essere messe in pratica dal prossimo anno scolastico.
Mi sono sempre chiesto se contaminare le mie attività lavorative con quelle di volontariato sia importante o no. La risposta è che non sono mai riuscito a scindere le cose. E così ogni anno come volontario della Gaslini Band Band (www.gaslinibandband.it) faccio parte dell’organizzazione del Choconcorso, l’unica lotteria gratuita al mondo. Infatti ho regalato a tutti i miei studenti un biglietto del choconcorso e ho raccontato loro che in ospedale si continua a vivere normalmente, e che oltre alla cura ci si dedica alle attività quotidiane di ogni bambino dal gioco allo studio.
I ragazzi mi hanno guardato divertito e accettato il dono e il mio discorso su qualcosa che non c’entra direttamente con i robot!
In questo modo siamo arrivati alla fine ufficiale delle lezioni con i ragazzi. Devo ammettere che mi sono divertito molto e ho imparato tante cose dai “miei” studenti.
Alla fine della lezione un ragazzo alza la mano e mi ringrazia a nome di tutti per il lavoro svolto, e così trattenendo a malapena l’emozione ho decretato la fine e salutato tutti. Ma non sapevo ancora che visto il successo delle lezioni la scuola capofila del progetto decidesse di donare ancora una lezione ai ragazzi e così nei prossimi giorni leggerete il resoconto di questa lezione aggiuntiva.
E allora si che ti rendi conto che bisogna parlarne, che bisogna mettere l’etica in ogni nostro insegnamento. Te ne rendi conto quando la guerra, la violenza vengono trattate come un astrazione divertente di cui parlare, questi temi sono trattati come se le guerre e le violenze fossero solo degli altri, di altri mondi. E questo non lo dobbiamo permettere. Non dobbiamo far pensare ai nostri ragazzi che quando si parla di violenza, questa faccia parte solo di un tempo passato o di un altro mondo. La violenza fa parte del nostro mondo e nei nostri insegnamenti dobbiamo essere chiari.
Ma la robotica può avere anche la forza di aiutarci a pensare eticamente? Me lo chiedono spesso i docenti quando parlo a loro di Roboetica, la risposta secondo me è si.
La robotica potrà essere usata in molti modi, e fra questi vi sono la guerra. Mostrare le immagini di robot non ancora autonomi che sparano ha un impatto forte. Ma è forte fra gli studenti l’impatto di costruire un robot che opera in maniera “non etica” e di capire che cambiando poco e niente si potrebbe dare allo stesso robot un compito che rispetti l’etica umana.
I ragazzi capiscono così che l’etica non risiede nella macchina e non potrà mai essere gestita da una macchina, ma che l’etica è una questione umana, come i sentimenti, l’amore, le emozioni.
Per rendere l’ultima lezione (forse) molto partecipata ho deciso di dare assoluta libertà di accesso al sito nxtprograms (una vera manna per gli appassionati).
Per chi non voleva ispirarsi ai robot già costruiti su nxtprograms (la maggioranza incredibile) avevo richiesto di scrivere un documento in cui fossero indicate: la missione che il robot dovrà compiere, come sarà l’ipotetica struttura del robot, quali saranno i sensori a bordo, quale l’algoritmo per la programmazione del robot e per finire un elenco degli errori commessi .
Gli studenti hanno così scelto in grande maggioranza il progetto totalmente libero e così ho consultato con loro i compiti decisi per i vari robot…la scoperta delle varie scelte mi ha fatto riaprire un argomento di cui avevo parlato all’inizio e durante il corso: La roboetica.
Ogni studente doveva indicare la missione che il robot avrebbe dovuto svolgere e purtroppo molti di loro indicavano compiti eticamente scorretti, eccone alcuni:
Il robot scorpione per uccidere (ne avevano visto un filmato su you tube, rimanendone purtroppo entusiasti), il robot che schiaccia i colori della squadra avversaria ( questa cosa mi ha stupito, con tutta la campagna contro la violenza siamo ancora a questi punti?), e ancora il robot che distruggerà il robot del vicino. Insomma dopo aver collaborato e condiviso il lavoro nel momento in cui hanno avuto libertà sono tornati alle loro assuefazione da educazione televisiva! I ragazzi hanno percepito una mia insoddisfazione e si sono giustificati dicendo che era solo così per gioco…e così in fondo ho pensato che anche io ho giocato ai soldati da bambino (ma stavo dalla parte degli indiani!!!)
Ultima lezione ufficiale per questa bellissima avventura di 30 ore! Rileggendo tutte le cose che abbiamo fatto mi rendo conto che servirebbero almeno il doppio delle ore per riuscire a parlare in maniera esaustiva di ogni argomento. E dare il tempo giusto agli studenti per gestire tutte le nozioni che abbiamo condiviso e scoperto insieme.
Ma all’ultima lezione ecco la sorpresa, due studenti si fanno trovare con una chitarra costruita con il kit della lego, è una chitarra speciale perché non ha bisogno di corde Non è un’invenzione dei due ragazzi (Max e Ricky) ma l’hanno presa da questo sito:
Scuole e partner del progetto finanziato nell'ambito del bando Formez:
ISII G. Marconi - Piacenza
SMS Dante - Piacenza
SMS di Podenzano
ENAIP - Piacenza
CDE - Piacenza
Scuola di Robotica
Scuole del progetto Roberta che hanno contribuito a questo blog:
1° circolo didattico di Pinerolo (TO)
Scuola Primaria Giovanni XXIII - Pinerolo (TO)
Scuola Primaria di Buriasco (TO)
IC Tommaseo - Torino
IC Verjus - Oleggio (NO)