Scrivendo del ro(bo)ttino

1 marzo 2010

Riccardo B.: Ieri abbiamo visto un robot che era goloso di caramelle e, ogni volta che battevamo le mani lui partiva e sembrava Wall-e .. … continuava  a sbattere. Aveva tanti  cavetti e un microfono per fare i suoni e un monitor per spegnerlo e accenderlo e, a volte, non sapeva dove andare. E poi lo inseguivamo e ci passava sotto ai  nostri piedi, quando veniva addosso a me io lo spostavo e il Federico batteva le mani. Era di colore bianco, grigio, arancione e le ruote erano nere.  Aveva tre ruote.

Lorenzo v.: E’ stato divertente il  robotino di ieri, era golosissimo. Quando battevo le mani veniva verso di me, riusciva a vedere e a sentire. quando vedeva una caramella cercava di prenderla. Era molto divertente  …gli camminavamo dietro come un trenino. Quel giorno era il compleanno di elisa c. e aveva portato le caramelle e il robottino aveva preso le caramelle dell’Elisa. Diciamo che era simpatico, carino, ma era anche un po’ piccolo. Pero’ non mi e’ piaciuto quando se ne e’ andato, sfortunatamente , purtroppo se ne e’ andato!.

Elisa L. : Ieri abbbiamo visto il robottino di Raffaella. era proprio bello e quando battevamo le mani ci veniva incontro. Ma la cosa piu’ bella era quando aveva preso la caramella di Carlotta e il sacchetto di Elisa C.  e, faceva anche la musica.

Luca T.: Ieri nell’ora di matematica e’ entrato un ospite speciale era un robotino fatto di lego tecnic. Ero proprio emozionato perche’ era costruito cosi’: in mezzo c’era uno schermo piccolo con intorno tre bottoni, per muoversi aveva un pezzo con dentro un motore. Poi abbiamo fatto due prove e, mi sono divertito tanto perche’ il robottino andava e, andava anche addosso alle persone. Quando se ne e’ andato, mi dispiaceva perche’ se ne era andato, pero’ mi sono divertito tanto.

Caterina B.: Io ieri un po’  tanto mi sono divertita e ridevo, un po’ non tanto.  Pero’ poi lo costruisco con tutti i pezzi e sono contenta di vederlo.

Giorgia  M. : Il robottino prendeva le caramelle e, ci vedeva e ci sentiva e, poi faceva dei versi strani, era bello. A me piacerebbe chiamarlo Wall-e. Mi e’ piaciuto tanto quando lo inseguivo. poteva camminare con due ruote grosse davanti e una ruota dietro e, aveva un microfono.

Edoardo T.: Ieri ho visto il robottino di Raffaella. andava da solo perche’ aveva dei cavi attaccati al cervello e al motore. Al posto delle mani, da una parte aveva un microfono per sentire le cose che noi dicevamo e dall’altra aveva una specie di pala. Dopo, la Raffaella pensava che aveva fame e, allora ha provato con una caramella e, lui si e’ mosso e, siccome era il compleanno di Elisa, Raffaella gli ha messo vicino un sacchetto di caramelle, Raffaella era bassa….

Francesca V.: Ieri abbiamo visto un robot. Camminava quando battevamo le mani, ma  dovevamo stare in silenzio… cosi’ veniva da noi. Gli piacevano tanto i dolcetti e assomigliava a Wall-e. Poi Raffaella lo ha spento e lui parlava,  alcuni compagni dicevano che aveva il singhiozzo, ma voleva sempre la Miky .. le correva dietro come un matto!

Eleonora B. : Ieri con Raffaella abbiamo visto un robot che assomigliava tanto a Wall-e. Era fatto di lego. e, c’era la parte piu’ bella, quella del pacco di caramelle che si e’ portato via

Andrea A.: Mi sono divertito tanto perche’ ho visto un robot. Funziona cosi’: ci sono  dei cavetti che lo fanno funzionare e ci sono delle ruote. se batti le mani ti cerca, se qualcuno fa silenzio ti cerca. E poi il robottino ha parlato quando Raffaella  ha schiacciato dei bottoni, perche’ c’e’ un telecomando che e’ come una radio. E’ andato da Mattia e Federico e Federico gli ha detto: staccati dalle mie ginocchia! Pero’ la cosa piu’ buffa e’ che e’ un golosone di caramelle!

Alessandro V.: Il robottino era fatto di lego, solo che era bianco, inseguiva tutto ed era goloso di tutto, quando c’era un ostacolo lo schivava e, se battevi le mani lui veniva.

Sara M.: Ieri in classe e’ arrivato un robottino con Raffaella. Quel robottino sapeva camminare, parlare e adorava le caramelle, quando Raffaella le metteva davanti a lui …veniva subito e, quando battevamo le mani correva. Allora noi abbiamo fatto le file e lo seguivamo, poi si e’ preso un sacchetto con le caramelle e se ne e’ andato.

Carlotta V.: Mi e’ piaciuto tanto perche’ sembrava Wall-e e camminava con dei cavetti elettrici e la cosa piu’ bella era quando rubava le caramelle. Era il compleanno mio e di Elisa e lo abbiamo toccato… La parte piu’ bella era quando giocavamo con lui a girare intorno. Dopo che era andato via e’ finito in uno  scatolone … smontato. Oggi abbiamo visto le sue foto e c’era lui che rubava le caramelle.

Alice M.: Ieri ho visto un robot fantastico camminare. Siccome era la festa di Elisa e Carlotta il robot era proprio goloso e si e’ tenuto il sacchetto di Elisa C. Vedeva e parlava e, quando noi gli battevamo le mani, veniva vicino. davanti aveva un computer. Mi sono divertita tanto tanto, mi spiaceva solo che poi lo smontavano, ma poi lo faremo anche noi!!!.

Mattia L.: Ieri abbiamo visto un robot. Era proprio bello e quando battevamo le mani ci veniva incontro.

Elisa C. : Ieri abbiamo visto un robot che camminava e prendeva in mano le mie caramelle del mio compleanno. Aveva il monitor che cambiava i suoni e quando battevo le mani si muoveva e, andava a sbattere contro il sacco della pattumiera e della carta, quando ha toccato Federico e Mattia  gli hanno detto: ciao. Il robot era entrato con Raffaella e Renata e la Renata rideva perche’ le piaceva. Il robot veniva anche da me e mi piaceva  perche’ amava le mie caramelle perche’ era un golosone e mi piaceva la musica. Poi c’erano i cavi per la vista e per il cervello. Era bianco e grigio, gli occhi rossi. I cavetti erano neri, anche  le ruote erano nere  e c’era una ruota di scorta.

Davide F.: Ieri ho visto un robottino di lego che aveva dei cavetti per vedere, camminare e venire da noi, ero stupito e, aveva attaccato una specie di video gioco e quando battevo le mani lui camminava verso me. E andava matto per le caramelle! Ne volevo uno uguale per me ed e’ costato alla scuola 420,00 euro:  erano proprio tanti soldi.

Greta M.: Io ieri non c’ero, ma sara’ stato bellissimo.

Ro(bo)ttino Golosino

1 marzo 2010

Il primo prodotto del progetto IL PIACERE DI FARE MATEMATICA che unisce in rete l’Istituto Comprensivo “E.S.Verjus”, la Direzione Didattica “Maraschi” di Oleggio e la Direzione Didattica di Castelletto Sopra Ticino arriva dalla classe di Michela Melillo che mi scrive:

Ciao Donatella,
Lo vedi il nostro ro(bo)ttino golosino…. ? (siamo i cuccioli delle seconde scuola maraschi oleggio )
Era il compleanno della nostra compagna Elisa .. stavamo festeggiando con dolcetti ecc…
Quando…. e’ spuntato lui (qualche giro qua e la’ e, poi ha iniziato ad inseguire una caramella e, dopo ancora allegramente a spasso x l’aula con un sacchettino….)
Ciao Dona
sono Michela
a piccoli passi—- con questa sorpresa (complice Raffaella ins. sostegno e altro… ) siamo entrati nella seconda fase (MOTIVAZIONE/familiarizzazione) con esplorazione e osservazione del modello ecc.. (CI SEMBRAVA IMPORTANTE)
Verra’ poi ” rotto ” e, allora al momento e’ per noi rottino
la prima fase (PRECONOSCENZE/sapere caldo, quotidiano ) con rappresentazione grafica e verbalizzazione scritta del “mio robot ” che cosa e’ x me, come e’ ecc ecc, da parte di ciascun alunno…
e’ tutta una sorpresa anche x me
bacini a tutte
miky

Ed ecco le prime foto:

I piccoli alunni di Oleggio intorno al loro robottino

I piccoli alunni di Oleggio intorno al loro robottino

Un primo piano del protagonista della giornata

Un primo piano del protagonista della giornata

Un robot al servizio della classe

1 marzo 2010

L’idea di un robot di servizio è stata trasferita alla situazione della classe.

Possiamo immaginare un robot che ci aiuti in qualche attività o in qualche momento della giornata scolastica? Le idee non mancano…

Robot cafè

Robot cafè: basta che gli schiacci il bottone caffè e lui dal suo dito spruzza il caffè...

Questo robot si chiama Ape robot Super bagno, ha il sensore che vola e che controlla che non cade la carta igienica...

Questo robot si chiama Ape Robot Super Bagno, ha il sensore che vola e che controlla che non cade la carta igienica...

Ape Robot Super Bagno

Ape Robot Super Bagno- Dettaglio

Un robot che tiene in ordine i libri

Un robot che tiene in ordine i libri

Riordinesion è il robot che riordina i giochi dopo l'intervallo.

Riordinesion è il robot che riordina i giochi dopo l'intervallo.

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Buonis: porta i buoni mensa alle bidelle al posto nostro

Robot-conta-alunno: conta le tessere che inseriscono gli alunni entrando

Robot-conta-alunno: conta le tessere che inseriscono gli alunni entrando

Robot Bonus: ha un sensore che gli fa chiudere la mano quando ha i buoni mensa

Robot Bonus: ha un sensore che gli fa chiudere la mano quando ha i buoni mensa

Robot che conta i bambini e dice i loro nomi

Robot che conta i bambini e dice i loro nomi

Robot che tiene i buoni mensa con una calamita, i buoni sono uniti insieme con una clips

Robot che tiene i buoni mensa con una calamita, i buoni sono uniti insieme con una clips

Robotmaths ha un occhio laser per 'analizzare' le persone, poi le conta mettendo delle X

Robotmaths ha un occhio laser per 'analizzare' le persone, poi le conta mettendo delle X


In fondo i primi progetti con NXT.

Un robot che conta le persone che entrano a scuola

Un robot che conta le persone che entrano a scuola

Un particolare del robot

Un particolare del robot

I robot di servizio

1 marzo 2010

Quest’anno la classe quarta di Buriasco lavora sui robot di servizio. Il progetto è sviluppato da Marina, l’insegnante di italiano. Il tema è stato introdotto partendo dalle esperienze degli allievi con una discussione e in seguito è stata effettuata una ricerca su Internet.

COSA SANNO FARE I ROBOT?
Rebecca: i robot sanno aiutare le persone
Alessandro: sanno differenziare e sono molto intelligenti, alcuni
Lucia: però non sono nati con l’intelligenza, è l’uomo che ha messo l’intelligenza nei robot
Giulio: un robot, quando l’hanno creato, non è che sa fare tutte le cose, attraverso il computer l’uomo glielo insegna
Cristian: sono come noi. Non proprio come noi ma a lui glielo ha insegnato l’uomo e voi maestre insegnate a noi bambini
Maestra: quindi tu paragoni il bambino al robot?
Luca B.: i robot non nascono, li creiamo noi
Maestra: e i bambini?
Luca B.: nascono e crescono
Gianlorenzo: i bambini nascono ed hanno la vita, i robot migliorano la vita dell’uomo
Letizia I.: i robot sanno fare tante cose
Rebecca: bè dipende, ci sono tanti robot che non sanno leggere o scrivere
Alberto: chi te lo dice, lo puoi impostare per farlo scrivere
Rebecca: se lo monti senza braccia, scrive con la testa?
Luca M.: vero, perché Riciclor non aveva le braccia
Valentina: Riciclor aveva una mano dove poteva mandare via le scatolette di alluminio
Alberto: se noi lo programmiamo per scrivere lui è programmato per scrivere quello che gli diciamo
Stefano: ma non fa solo quello
Alberto: sì i robot sanno costruire le cose, tagliare l’erba, i campi, sanno pulirti la casa
Stefano: dipende da come li programmi
Alberto: tu lo programmi per pulire e lui pulisce
Luca M.: sanno tagliare l’erba dei campi
Valentina: sanno pulire gli ambienti
Rebecca: se tu li programmi per farlo. Se tu li programmi per un’altra cosa non lo fanno. Sono d’accordo con Stefano che dipende dai programmi
Giulio: prima Rebecca diceva che se non avevano le braccia scrivevano con la testa, ma se li fanno per scrivere devono per forza avere le braccia
Alessandro: dipende da come li progetti
Maestra: vi ricordate quando abbiamo progettato Riciclor, ognuno di voi aveva disegnato il progetto della pinza con cui doveva differenziare. Un po’ quello che fanno le persone che costruiscono i robot, prima lo progettano e poi lo realizzano
Letizia I: come per quei robot che sanno fare le pulizie
(…)
Lucia: sanno aiutare l’uomo
Alberto: oltre ad aiutare l’uomo sanno aiutare gli ambienti inquinati portando via l’immondizia
Giulio: i robot fanno tutte le cose che tu progetti di fargli fare, quindi ti aiutano
Gli allievi hanno trovato diverse tipologie di robot che possono aiutare l’uomo in molteplici attività dallo svago al lavoro vero e proprio. Buriasco è un paese prevalentemente agricolo, ecco quindi un robot che viene quotidianamente utilizzato nella fattoria di uno degli allievi per distribuire il cibo alle mucche.
Per ogni robot trovato gli allievi hanno redatto una scheda descrittiva.

Un robot che distribuisce il cibo alle mucche

Un robot che distribuisce il cibo alle mucche

Scheda del robot che distribuisce cibo alle mucche

Scheda informativa sul robot

Durante questa discussione c’è stata una digressione sull’uso dell’energia solare che sarà poi ripreso in fasi successive di lavoro parlando di trasferimenti e trasformazioni dell’energia.

Programmare Wall-E

9 febbraio 2010
I due Wall-E costruiti dalla classe quarta di Abbadia Alpina

I due Wall-E costruiti dalla classe quarta di Abbadia Alpina

Ieri grande giornata per i bambini della classe quarta di Abbadia Alpina. Dopo aver costruito il robot Wall-E si trattava di farlo agire. Prima di scaricare il programma dal computer, hanno osservato il robot e hanno provato a immaginare che cosa potesse fare.

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L’attenzione si è concentrata sui sensori.

Nelle loro spiegazioni hanno investito tutte le conoscenze che avevano derivate dalle esperienze degli anni scorsi. Comincia ad essere chiara la funzione diversa di sensori e motori ma andrebbe ancora approfondita la differenza tra registrare un suono e riprodurlo e captare un suono e reagire, quindi la diversa funzione di un microfono e di un altoparlante. Su questo aspetto si dovrebbero fare degli esperimenti usando strumenti diversi tipo un registratore a cassette. Si potrebbe registrare la voce dei bambini che dicono una frase e poi far vedere come, attraverso un’utility che converte i suoni nel fomato voluto dal software NXT, quella voce viene poi riprodotta dal robot.

Un altro aspetto da approfondire è il collegamento fra sensori e programma: il sensore rileva un segnale dall’ambiente ma se non c’è un programma che collega quel segnale ad una particolare istruzione non succede nulla. Questo fatto è un po’ bypassato nelle spiegazioni che danno i bambini come se fosse una cosa interna e automatica del mattoncino.

Molto interessante il passaggio successivo cioè la prova del programma: dopo aver cercato nella directory dell’area file il programma e averlo aperto, gli allievi collegano il robot con il cavo USB al computer e fanno il download.

computer

Si accende il computer...

computer2

... e si carica il file con il programma.

Prima devono verificare che il robot sia connesso: spiego loro come si fa solo una volta, capiscono subito… In questo modo diventano anche autonomi nel gestire le fasi successive dell’attività.

Ora si tratta di ‘far succedere’ qualcosa. I sensori sono tre: distanza, suono. contatto. Provano con tutti finchè qualcuno batte un colpo sul tavolo e il robot si muove: ci vorranno molte altre prove per interpretare correttamente tutte le azioni e collegarle con i rispettivi sensori anche perchè tutti gli allievi vogliono fare le loro prove e le azioni così si sovrappongono.

azioni1

Un colpo sul tavolo fa partire il robot.

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La mano davanti al sensore lo fa parlare.

Anch’io ho difficoltà ad interpretare tutto ciò che succede. Il dibattito fra i bambini è molto acceso. Poi capiscono che è necessario provare un sensore per volta, si danno delle regole e scoprono tutte le azioni che il robot è stato programmato per svolgere.

La fase successiva consiste nel passaggio dalle azioni ‘viste’ alle azioni ‘programmate’. E’ la prima volta che vedono il software ma hanno già esperienze di programmazione ad icone fatte l’anno scorso con il software del kit WeDo, quindi non hanno difficoltà ad interpretare i diversi blocchi e la sequenza complessiva.

programma1

Un blocco alla volta...

programma2

... i bambini interpretano...

programma3

...e mettono in relazione.

Riconoscono subito il loop che fa ripetere tante volte e interpretano correttamente il sensore di contatto; inizialmente c’è confusione tra sensore di suono e riproduttore di suoni, perchè dietro c’è il problema a cui avevo già accennato prima, e qualcuno interpreta il blocco del sensore ad ultrasuoni come quello del riproduttore di suoni perchè vede i disegnini dell’onda sonora.

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Questo è il 'ciclo'!

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Tutti dicono la loro idea e il programma si compone.

Ma alla fine tutto va a posto e acquistano maggiore consapevolezza anche delle azioni da fare per mettere in movimento il robot e dell’ordine con cui farle: si produce un suono e il robot muove la testa e dice qualcosa, si produce un altro suono e comincia a muoversi avanti e indietro, si pigia il pulsante del sensore di contatto e il robot muove la testa e dice di nuovo qualcosa, si passa la mano davanti al sensore ad ultrasuoni e il robot dice qualcosa, produce un suono e poi si ferma definitivamente.

Per far interpretare correttamente il programma mostro loro anche i pannelli di controllo dei motori e dei sensori: il più interessante in questo momento è quello dei motori. Analizzandolo capiscono che, se viene programmato il motore A, il robot muove la testa, perchè è collegata a quel motore, e che, invece, per far muovere le ruote si devono programmare i motori collegati alle porte B e C. L’altro elemento significativo è il tipo di rotazione: per la testa sono stati usati i gradi (ruota di 5 gradi in avanti e poi indietro) mentre per i motori delle ruote sono state usate le rotazioni intere (360°) o i secondi.

Ma il gioco non è finito: ora si deve pensare a qualcosa di nuovo da far fare al robot usando le competenze appena acquisite. Si sceglie di farlo agire usando il sensore ad ultrasuoni: passando la mano davanti al sensore il robot dovrà parlare e muoversi.

Quest’ultima fase del lavoro fa sì che gli allievi si pongano problemi sui tempi di rotazione e sulla sterzata e fanno diverse prove per ottenere quello che hanno pensato.

esp1

Il robot gira su stesso invece di tracciare un cerchio.

riprog

Bisogna riprogrammarlo.

esp2

Ora il cerchio è troppo grande: bisogna cambiare sterzata e tempo di rotazione.

Paola mi fa notare come sia meglio far interpretare prima le azioni agendo sul robot e solo in un secondo momento passare al programma perchè così viene subito collegata ogni azione vista al blocco di programmazione corrispondente. Ed è vero!

Il progetto “Roberta a Piacenza” sulle cronache di Piacenza

24 dicembre 2009

In occasione della Conferenza “Robotica Educativa e Macchine matematiche” che si è tenuta presso l’ISII Marconi di Piacenza abbiamo parlato del progetto Roberta a numerosi docenti e studenti piacentini.
Ecco sulla cronaca di un giornale locale il titolo utilizzato per raccontare questo evento:

Articolo comparso il giorno dopo la conferenza

Articolo comparso il giorno dopo la conferenza

Cosa succede in Germania

23 dicembre 2009

Ricordando che il progetto Roberta nasce in Germania, per gli auguri di Buone Feste ecco un video tedesco su Roberta da You Tube:

Buone Feste!
Emanuele Micheli (Scuola di Robotica - Regional Center per l’Italia per il progetto “Roberta, le ragazze scoprono i robot”)

Lezione n° 3 Migliorare i pezzi (parte II)

21 dicembre 2009

Per riuscire a creare interesse ho dato come compito della giornata di prendere la ruota posteriore del kit e di migliorare la struttura, o meglio fare lo stesso risultato con meno pezzi e in modo meno complicato.
I ragazzi hanno così iniziato a costruire virtualmente con LEGO DIGITAL DESIGNER e hanno fatto una constatazione, se non si riesce a simulare in alcuni casi non sono visibili degli errori. Per esempio nella rappresentazione 3d dei pezzi non esiste la gravità e questo crea un problema mentre si disegna, bisogna prevederla!
In questi due video molto interessanti si scopre come il disegno, l’idea, debba essere rivista per adeguarsi alla realtà.
Migliorare un pezzo usando il cad 3d della Lego
Passare dal Disegno al montaggio reale: ecco le prime difficoltà

Lezione n° 3 – Progettare con il disegno in 3d: LEGO DIGITAL DESIGNER (parte I)

15 dicembre 2009

Lo scopo della lezione era quello di introdurre i ragazzi all’importanza del disegno. Per esperienza personale ho sempre trascurato da adolescente l’importanza del disegno come strumento di comunicazione, considerandolo invece fine a se stesso, una sorta di virtuosismo. Comunicare l’importanza del disegno nelle lezioni con i robot è semplice utilizzando il programma gratuito Lego Digital Designer. (scaricabile da questo link)

Angelica e Beatrice usano il LDD, Angelica con il cellulare documenta le varie fasi

Angelica e Beatrice usano il LDD


In questo programma si possono gestire tutti i pezzi di una confezione RETAIL del Lego Mindstorm NXT, per cui rispetto al kit Educational usato nelle scuole vi sono delle differenze. Grazi al Lego Designer saremo in grado di costruire in maniera virtuale il robot. Vi è la possibilità di ruotare intorno ai pezzi usati e anche di movimentarli intorno ad un asse.
Altra utilities interessante è la possibilità di creare un vero e proprio manuale in automatico per le istruzioni di montaggio. In questo modo si potrà stampare quello che si è fatto e assemblare il robot in base alle decisioni prese con il programma di disegno.
Ma come hanno accettato gli studenti di assemblare al computer?
Da notare un primo momento di sconforto quando hanno scoperto che non avrebbero lavorato “con le mani”, soprattutto i più piccoli.
Sui più grandi il software ha avuto molto successo, alcuni già lo conoscevano per averlo scaricato da Internet e per usarlo da casa in mancanza del kit reale.
Le ragazze erano invece le più annoiate da questo strumento che forse non incentiva la creatività come invece nella realtà.
Nei maschi la creatività è stata invece stimolata molto, infatti invece di seguire le mie richieste hanno scoperto l’uso delle migliaia di pezzi non Mindstorm, costruendo foreste, castelli e altro.
Avendo deciso di dedicare una sola lezione di 3 ore all’uso del LDD non ho potuto spingere un’idea affascinante sulla narrazione. Sfruttare questa voglia di creare scenari “fuori degli schemi” per inserire i robot in nuovi ambienti. Robot Cavalieri, cavallirobot, e ancora catapulte o sistemi di difesa creati con i robot veri. Sarebbe stato un modo interessante per interagire con i ragazzi.

Lezione n°2 - documentare anche le cose facili (parte IV)

7 dicembre 2009

La seconda lezione è stata corposa infatti ho cercato di porre le basi all’abitudine alla documentazione.
Documentare prima di tutto gli errori, per averne memoria, per saper affrontare le nuove situazioni di difficoltà, per poter auto-valutare il proprio livello di crescita. Nella documentazione le ragazze mi hanno seguito molto e sono state fin troppo precise nel documentare quello che stava succedendo. Per esempio hanno documentato e messo a verbale anche le loro discussioni, senza alcun filtro!
I ragazzi più grandi (15-17anni) erano attivi quando si parlava di documentazione scientifica, e hanno documentato in maniera eccellente le parti tecniche con calcoli, considerazioni.
Ecco per esempio questo audio che vi fa capire la ricerca del rigore scientifico da parte dei grandi.
piacenza_roberta_documentazione_scala
Molto meno interesse da parte dei grandi quando si trattava di documentare o meglio narrare le proprie azioni e l’interesse diventava pari a zero nella documentazione dei propri errori. I ragazzi grandi avevano una buona propensione alla descrizione tecnica riconoscendo in questa tipologia di linguaggio un interesse maggiore rispetto a quello puramente narrativo.

Emanuele Micheli (Scuola di Robotica - Progetto Formez, Piacenza)